Mi sono sempre domandata per quale motivo scrivere un blog.

Mi sembra che si pecchi di un pò troppa supponenza nel pensare che ci siano delle persone interessate a quello che dici, pensi e scrivi in un tuo spazio pubblico, manco fossi una celebrity.

Poi però entri sulla tua home di Facebook e trovi 26 persone che hanno cliccato “like” sullo status della tua amica che annuncia che oggi ha mandato a quel paese il suo capo e altri 15 commenti sul profilo di quell’altro che si è fotografato il dito sanguinante dopo esserselo tagliato con il coltello del pane.

Allora pensi che puoi farcela anche tu, in fondo a tutti piace farsi gli affaracci degli altri, e io sono anche fortunata, perchè i miei affaracci professionali rispecchiano una passione comune a moltissimi.

Eccomi allora qui, a inaugurare il mio sito nuovo scrivendo il primo articolo del mio diario non più cartaceo, chidendomi se sto facendo qualcosa di realmente utile o se sto buttando ulteriore tempo davanti a un monitor.

Se siete capitati su questa pagina probabilmente mi conoscete già, quindi non è necessario che vi spieghi chi sono, cosa faccio, da dove arrivo e dove vado, ma io lo faccio comunque, tanto devo dare per scontato che a voi interessi! ;-)

Ho 27 anni e da 4 mi cullo nell’illusione, a volte certezza grazie a Dio, di essere una fotografa.

Principalmente mi occupo…beh, di tutto quello che vedete sul sito!

Nell’ultimo periodo mi sono dedicata di più alla fotografia sportiva, che sarebbe poi il mio interesse primario,

Sono stata in montagna (Cesana e zone limitrofe) per le vacanze di Natale, e ho seguito un gruppo di amici a fare freeride per un progetto ideato da alcuni di loro.

Il risultato mi ha soddisfatto in alcune sue parti e meno in altre, purtroppo ci sono semrpe da tenere in considerazione le condizioni climatiche e le difficoltà fisiche, spaziali e temporali che la fotografia sportiva comporta: la luce è perfetta ma il soggetto lontano, il soggetto è perfetto ma la luce fa schifo, la pendenza da un versante non si nota neanche e dall’altro è impossibile arrivarci, le mani stai sicuro che ti si congelano proprio nel momento in cui devi fare click, “no non mi porto il tele che tanto non mi serve” e ovviamente è proprio quello che vorrei usare in quel momento, lo zaino pesa, la tavola affonda, la nebbia si alza, la fame ti attanaglia… e io mi sto divertendo un casino!!

Ardua condizione quella del fotografo sportivo, diviso tra la voglia di godersi lo sport che ama e quella di non perdersi mai lo scatto migliore! Finisce che quando ti porti lo zaino passi il tempo in paranoia per l’attrezzatura e quando non ce l’hai ti mangi le mani perchè lì la foto sarebbe venuta perfetta!

Avere delle passioni è più impegnativo di un lavoro, se poi una è anche la tua professione diventa un tunnel di dipendenza senza uscita!

Ecco due degli scatti venuti fuori in questi giorni, il rider è Gigi Lozzi.

La macchina foto una D700 ,lunghezza focale 24mm, iso 500, 1/800 con f.10, l’amico Lightroom come programma di postproduzione.